Come funziona il programma beta di Apple e perché potrebbe valere la pena provarlo
Il programma beta di Apple è tornato al centro dell’attenzione. Con la WWDC fissata per l’8 giugno, manca davvero poco alla possibilità di mettere le mani sulle versioni preliminari di iOS 27 e macOS 27, mesi prima del lancio ufficiale previsto in autunno. Ma cosa significa davvero partecipare a questo programma? E soprattutto, ne vale la pena?
Partiamo dalle basi. Il programma beta di Apple è un’iniziativa volontaria che permette a chiunque di testare versioni non definitive dei sistemi operativi per iPhone, Mac, iPad e Apple Watch. Lo scopo è semplice: raccogliere segnalazioni su bug, problemi di prestazioni e difetti di usabilità attraverso l’app Feedback Assistant, integrata direttamente nei dispositivi. Non serve essere sviluppatori. Dal 2023, Apple ha aperto l’accesso anche alla Developer Beta a chiunque possieda un account sviluppatore gratuito, eliminando il vecchio requisito dell’abbonamento da 99 dollari l’anno. Esistono due percorsi distinti. La Developer Beta arriva per prima, di solito subito dopo il keynote della WWDC, ed è la meno stabile. È pensata per chi sviluppa app e ha bisogno di testare la compatibilità con le nuove API e i framework. La Public Beta, invece, compare generalmente a inizio luglio, qualche settimana dopo, ed è più affidabile perché beneficia delle correzioni già applicate nella fase sviluppatori. Per la maggior parte delle persone, la Public Beta rappresenta la scelta più sensata.
I rischi concreti e le precauzioni da prendere prima di installare una beta
Qui serve un po’ di onestà. Installare software beta significa accettare che qualcosa possa andare storto. E non si parla solo di qualche rallentamento. Tra i problemi più comuni ci sono il consumo anomalo della batteria, surriscaldamento, crash delle app di terze parti, perdita di dati e, nei casi peggiori, un dispositivo che smette proprio di funzionare. Apple stessa sconsiglia di installare versioni beta sul dispositivo principale. Il consiglio più importante? Fare sempre un backup completo prima di procedere. Su Mac è fondamentale usare Time Machine, mentre su iPhone e iPad conviene creare un backup archiviato tramite computer. Chi ha un Mac potrebbe anche valutare l’installazione su un volume separato o un SSD esterno, così da non toccare il sistema principale. Altra cosa da sapere: tornare indietro da una beta non è mai semplice come installarla. Spesso richiede la cancellazione completa del dispositivo e una reinstallazione pulita del sistema operativo stabile.
Come iscriversi e installare la beta sui propri dispositivi
La procedura di iscrizione è piuttosto rapida. Per la Public Beta basta visitare la pagina del Apple Beta Software Program, accedere con il proprio Apple ID e accettare i termini. Dopo l’iscrizione, su iPhone o iPad si va in Impostazioni, poi Generali, Aggiornamento Software e infine Aggiornamenti Beta, dove si seleziona la versione pubblica. Su Mac il percorso è simile: Impostazioni di Sistema, Generali, Aggiornamento Software, e poi il pulsante informazioni accanto ad Aggiornamenti Beta. Per la Developer Beta il primo passo è scaricare l’app Apple Developer dall’App Store e completare la registrazione gratuita. Dopodiché le impostazioni sono identiche, solo che si sceglie la voce Developer Beta invece della Public Beta. Una volta che Apple rilascerà la versione finale in autunno, basterà disattivare gli aggiornamenti beta nelle impostazioni per tornare al percorso standard. Il programma beta di Apple resta un’opportunità interessante per chi ama sperimentare, a patto di farlo con consapevolezza e su un dispositivo che non sia quello da cui dipende la propria giornata lavorativa.


