Apple A20 Pro a 2 nm: il chip di iPhone 18 Pro cambia tutto

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Il primo chip a 2 nanometri per iPhone sta per cambiare le regole del gioco

Quando a settembre arriveranno i nuovi iPhone 18 Pro e iPhone Ultra, sotto la scocca batterà un cuore completamente nuovo. Il processore A20 Pro rappresenta un salto generazionale che vale la pena raccontare, perché non si tratta del solito aggiornamento annuale. Questa volta Apple punta a inaugurare una nuova era produttiva, passando al processo a 2 nanometri di TSMC, una tecnologia che promette circa il 15 percento in più di densità dei transistor, miglioramenti nelle prestazioni e consumi energetici più contenuti. Tradotto in parole semplici: più potenza nello stesso spazio, senza scaldare troppo il telefono.

C’è poi una novità nel modo in cui il chip viene assemblato. Apple starebbe adottando un sistema chiamato WMCM (Wafer Level Multi Chip Module), che permette di posizionare i chip di memoria di fianco al processore principale anziché impilati sopra. Il risultato? Migliore dissipazione del calore per il processore A20 Pro e per la RAM, a fronte di un po’ più di spazio occupato sulla scheda madre. Un compromesso che sembra più che ragionevole.

Prestazioni CPU e GPU: dove Apple continua a dominare

Sul fronte della CPU, la costanza di Apple nel migliorare anno dopo anno è quasi impressionante. Il processore A20 Pro dovrebbe mantenere la configurazione a 6 core, con due core ad alte prestazioni e quattro core efficienti. Le stime parlano di un punteggio single core intorno a 4.200, un valore che piazza questo chip nella stessa lega del M5 e ben al di sopra di qualsiasi processore presente su smartphone Android. In ambito multi core il discorso cambia leggermente, perché alcuni dispositivi Android con molti più core riescono a competere su quel terreno specifico, ma nel complesso nessun telefono riesce a eguagliare le prestazioni complessive della CPU Apple.

Per quanto riguarda la GPU, il discorso si fa interessante soprattutto in ottica intelligenza artificiale. L’anno scorso, con l’A19 Pro, Apple ha introdotto una nuova architettura che ha portato un balzo notevole nelle prestazioni di calcolo parallelo. Quest’anno ci si aspetta un miglioramento più contenuto ma comunque superiore al 10 percento. In termini di grafica 3D pura, si parla di oltre 50 frame al secondo nel benchmark 3DMark Solar Bay Unlimited, il doppio rispetto a soli tre anni fa.

Neural Engine, RAM e connettività: il quadro completo

Il Neural Engine dell’A20 Pro potrebbe riservare le sorprese più grandi. Alcune fonti sostengono che l’NPU occupi una porzione molto più ampia dell’area del chip rispetto al passato. Se questo corrisponde al vero, e se Apple riesce a garantire sufficiente banda di memoria, potremmo assistere a un altro salto nelle prestazioni di intelligenza artificiale locale, simile a quello visto tra A17 e A18. Dalla fotografia alla rimozione del rumore di fondo nelle registrazioni audio, passando per tutte le funzioni legate ad Apple Intelligence, il Neural Engine lavora costantemente dietro le quinte.

Sul capitolo RAM, la situazione è delicata. Apple vorrebbe probabilmente equipaggiare l’iPhone 18 Pro con 16 GB, ma i prezzi della memoria sono letteralmente esplosi nell’ultimo anno, con aumenti superiori al 500 percento. Non sarebbe sorprendente vedere ancora 12 GB, semplicemente perché il mercato è fuori controllo anche per un colosso come Apple. La memoria LPDDR6 sembra ancora prematura, quindi ci si aspetta LPDDR5x ad alta velocità, magari con un bus più ampio.

Infine, la connettività. Apple potrebbe introdurre il modem C2 di propria produzione, evoluzione del C1X debuttato su iPhone Air, con supporto mmWave in alcuni mercati e ulteriori miglioramenti nell’efficienza energetica. Per Wi-Fi e Bluetooth, il chip N1 già supporta Wi-Fi 7 e Bluetooth 6, quindi un aggiornamento sostanziale non sembra imminente, anche se una variante N1X ottimizzata nei consumi non sarebbe una sorpresa.

Quello che emerge è il ritratto di un processore pensato per reggere il peso crescente dell’intelligenza artificiale on device, senza sacrificare nulla sul fronte dell’esperienza quotidiana. L’A20 Pro non sarà solo un chip più veloce: sarà il fondamento su cui Apple costruirà la prossima fase della propria strategia mobile.

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