Apple Creator Studio e il problema delle icone: quando il design confonde invece di aiutare
La questione delle icone di Apple Creator Studio sta facendo discutere parecchio, e non è difficile capire perché. Quando Apple ha lanciato questo pacchetto software che raccoglie tutti i suoi strumenti professionali per la creatività, ha deciso di ridisegnare completamente le icone di ogni app inclusa. Non si parla di piccoli ritocchi o di sfumature di colore leggermente diverse. Si parla di simboli totalmente nuovi, rappresentazioni artistiche così distanti dalle precedenti che è praticamente impossibile riconoscerle al primo colpo.
La parte curiosa è che Apple non ha eliminato le vecchie icone. Le ha mantenute per distinguere le versioni delle app acquistabili con pagamento singolo da quelle incluse nell’abbonamento Creator Studio. E sì, è possibile avere entrambe le versioni installate contemporaneamente sullo stesso Mac. Il risultato? Una confusione tale che Apple stessa ha dovuto pubblicare un documento di supporto intitolato “Identify Apple Creator Studio apps on your Mac”, dove elenca ogni app con le rispettive icone vecchie e nuove. Se qualcuno usa regolarmente le app professionali Apple, farebbe bene a salvarselo tra i preferiti.
Il caso Mainstage e la perdita di personalità nel design
Per capire quanto il cambiamento sia radicale, basta guardare il caso di Mainstage. La vecchia icona mostrava un chitarrista sotto un fascio di luce, un’immagine che faceva venire voglia di alzare le corna al cielo e gridare “Rock on!”. La nuova? Un microfono stilizzato, forse, con un effetto Liquid Glass sulla parte superiore. Elegante, astratta, ma completamente priva di quella carica emotiva che rendeva l’icona precedente immediatamente riconoscibile.
Tutto questo si inserisce nel cambiamento più ampio introdotto con macOS Tahoe. Apple vuole che le icone del Mac rispecchino quelle di iOS, costringendole dentro lo stesso quadrato arrotondato. Il risultato è un dock pieno di forme identiche che si confondono tra loro. I bundle software seguono tutti lo stesso stile visivo, e quello che si ottiene è un aspetto omogeneo ma privo di carattere. Quella libertà creativa che permetteva agli sviluppatori di far risaltare le proprie app in una cartella Applicazioni affollata? Sparita.
Quando serve una guida per riconoscere le icone, qualcosa non funziona
Non è nemmeno una tendenza recente. Già cinque anni fa qualcuno faceva notare sui social che il design delle icone stava prendendo una direzione sbagliata. Da allora le cose sono cambiate in vari modi, ma la creatività sembra essere rimasta indietro. Apple Creator Studio rappresenta forse il punto più evidente di questa deriva: se per distinguere le proprie app serve pubblicare una guida ufficiale, forse è il momento di ripensare l’approccio. La speranza è che con macOS 27 qualcosa cambi davvero. Perché un buon design dovrebbe parlare da solo, senza bisogno di istruzioni per l’uso.


