Quando iOS sorpassò BlackBerry: il 3 giugno 2011 cambiò tutto
Il 3 giugno 2011 rappresenta una di quelle date che, col senno di poi, segnano un punto di non ritorno nella storia della tecnologia mobile. Quel giorno la quota di mercato di iOS superò per la prima volta quella di BlackBerry OS, il sistema operativo di Research in Motion che fino a poco tempo prima dominava il settore degli smartphone. E la cosa più sorprendente? Erano passati appena quattro anni dal lancio del primo iPhone.
Quattro anni. Un battito di ciglia, nel mondo dell’industria tecnologica. Eppure tanto bastò a Apple per ribaltare un equilibrio che sembrava solidissimo. BlackBerry, va ricordato, non era un prodotto qualunque. Era lo smartphone per eccellenza nel mondo business, quello con la tastiera fisica che faceva impazzire manager e professionisti, quello che Barack Obama si rifiutava di abbandonare. Aveva una base di utenti fedele, quasi devota. E nonostante tutto questo, iOS riuscì a superarlo.
Come si arrivò al sorpasso storico
La crescita di Apple nel mercato mobile fu alimentata da una combinazione di fattori che Research in Motion semplicemente non seppe contrastare. Il primo iPhone, presentato nel gennaio 2007, aveva ridefinito il concetto stesso di smartphone. Touchscreen, interfaccia intuitiva, un ecosistema di app che cresceva a ritmo forsennato. BlackBerry OS, nel frattempo, restava ancorato a un modello che il mercato stava abbandonando.
Non fu solo una questione di hardware, però. Apple costruì attorno a iOS un mondo chiuso ma coerente, dove ogni pezzo si incastrava con gli altri. L’App Store, lanciato nel 2008, diventò rapidamente il centro gravitazionale dell’esperienza mobile. Research in Motion provò a rispondere, ma le risposte arrivarono sempre con un tempo di ritardo fatale. Il BlackBerry Storm, tentativo di smartphone touchscreen, fu un mezzo disastro. E da lì in poi la curva prese una sola direzione.
Un sorpasso che anticipò la fine di un’era
Quel sorpasso del giugno 2011 non fu solo un dato statistico da commentare tra addetti ai lavori. Fu il segnale che il mercato degli smartphone stava cambiando pelle in modo irreversibile. BlackBerry OS continuò a perdere terreno nei mesi successivi, fino a diventare sostanzialmente irrilevante nel giro di pochi anni. Research in Motion cambiò persino nome, diventando BlackBerry Limited nel 2013, ma ormai era troppo tardi.
iOS, dal canto suo, consolidò la propria posizione e non guardò più indietro. La lezione che emerge da questa vicenda resta attuale ancora oggi: nel mondo tech, nessuna posizione dominante è garantita per sempre. Basta un concorrente con la visione giusta e la velocità di esecuzione adeguata per riscrivere le regole del gioco. E Apple, in quei quattro anni tra il 2007 e il 2011, le riscrisse tutte.


