Il MacBook con touchscreen potrebbe segnare l’inizio della fine per l’iPad
Il MacBook Pro con display OLED touchscreen è atteso entro la fine di quest’anno, e potrebbe rappresentare uno dei cambiamenti più radicali nella storia recente di Apple. Non si tratta solo di un aggiornamento hardware: questa mossa, combinata con l’arrivo dell’iPhone Fold, rischia di mettere in discussione il senso stesso dell’iPad come prodotto a sé stante.
Per anni Apple ha mantenuto una separazione netta tra i suoi dispositivi. L’iPad faceva l’iPad, il Mac faceva il Mac. Ognuno con il suo sistema operativo, le sue logiche, il suo pubblico. Ma adesso le linee di confine si stanno assottigliando in modo evidente. L’iPad Pro monta già il chip M5, supporta la Magic Keyboard con trackpad e con iPadOS 26 ha guadagnato funzioni che sembrano prese di peso da macOS: cursore vero, barra dei menu, finestre flessibili, app desktop. Dall’altra parte, il nuovo MacBook Pro si prepara a diventare più sottile, dotato di schermo touch e potenzialmente anche di modem 5G integrato. Due prodotti che stanno convergendo a grande velocità.
Software: l’ultimo muro che sta per crollare
Se l’hardware ormai si somiglia parecchio, è il software a fare ancora la differenza. iPadOS resta un sistema operativo mobile: niente sideloading, niente terminale, gestione file limitata. Ma ecco il punto chiave. Il MacBook Pro con touchscreen dovrebbe offrire un’interfaccia che si adatta dinamicamente all’input dell’utente. Quando qualcuno tocca lo schermo, i pulsanti diventano più grandi e l’esperienza si avvicina a quella di un tablet. Quando si usa mouse e tastiera, tutto torna alla modalità classica. Con macOS 27, Apple potrebbe colmare quel divario software che finora giustificava l’esistenza di due piattaforme separate, offrendo le funzionalità avanzate del desktop insieme a un’esperienza touch intuitiva.
Il MacBook Neo e la sfida agli iPad più economici
C’è poi la questione prezzo, che non va sottovalutata. Il MacBook Neo parte da 599 dollari, 499 per gli studenti. Praticamente lo stesso costo di un iPad Air da 11 pollici. Per chi deve studiare o lavorare, la scelta diventa quasi scontata. E se il touchscreen del MacBook Pro avrà successo, è ragionevole aspettarsi che la tecnologia arrivi anche sui modelli Air e Neo, rendendo ancora più difficile giustificare l’acquisto di un iPad base.
Lo schema è già noto. L’iPhone X era un prodotto premium, poi il suo design è sceso su modelli più accessibili come iPhone XR, iPhone 11 e infine iPhone 16e. Lo stesso destino potrebbe toccare all’iPad mini, minacciato direttamente dall’iPhone Fold: chi vuole un tablet compatto in formato libro sceglierà probabilmente il pieghevole, che offre anche le funzioni di uno smartphone.
Nessuno dice che Apple smetterà di produrre iPad dall’oggi al domani. Il tablet continua a dominare il suo mercato e genera ancora ricavi importanti. Ma la direzione è chiara. Ci sono voluti circa 15 anni per mandare in pensione l’iPod dopo l’arrivo del primo iPhone, e qualcosa di simile potrebbe accadere anche stavolta. La concorrenza più pericolosa per l’iPad non arriva da Samsung o da altri produttori. Arriva da Cupertino stessa. E quando Apple inizia a farsi concorrenza interna, la storia insegna che uno dei due prodotti finisce sempre per sparire.


