MacBook Pro M5 violati da un’IA di Anthropic: il metodo sorprende

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Un team di ricercatori ha usato l’intelligenza artificiale di Anthropic per violare la protezione più sicura dei MacBook Pro con chip M5

La notizia sta facendo il giro della comunità tech e non è difficile capire perché. Un gruppo di ricercatori è riuscito a compromettere il sistema di protezione MIE di Apple, considerato fino a oggi il più robusto mai implementato sui MacBook Pro con chip M5. E lo hanno fatto con l’aiuto di Mythos, un modello di intelligenza artificiale sviluppato da Anthropic.

Il dettaglio che rende tutto ancora più significativo è il metodo. Non si tratta del classico attacco brute force o di una vulnerabilità software scoperta per caso. I ricercatori hanno sfruttato le capacità analitiche di Mythos per individuare pattern e debolezze strutturali nel sistema MIE, quella tecnologia che Apple aveva progettato proprio per rendere i suoi chip della serie M5 praticamente impenetrabili. Il sistema MIE, per chi non lo conoscesse, gestisce la protezione della memoria e l’integrità dei dati a livello hardware. Roba seria, insomma.

Come Mythos ha trovato la falla nei MacBook Pro M5

Quello che colpisce è la velocità con cui l’intelligenza artificiale di Anthropic ha lavorato. Secondo quanto riportato da Cult of Mac, il team ha alimentato Mythos con una quantità enorme di dati relativi all’architettura del chip M5, lasciando che il modello analizzasse le interazioni tra i vari strati di sicurezza. Il risultato? L’IA ha identificato un punto debole che gli esperti umani, da soli, avrebbero probabilmente impiegato mesi a scovare.

Non è la prima volta che strumenti di intelligenza artificiale vengono utilizzati nella ricerca sulla sicurezza informatica, ma questa vicenda segna un salto di qualità. Usare un modello avanzato come Mythos per attaccare un sistema hardware di fascia altissima come quello dei MacBook Pro M5 apre scenari che fino a poco tempo fa sembravano fantascienza.

Cosa significa per Apple e per la sicurezza futura

Apple non ha ancora rilasciato commenti ufficiali sulla questione, ma è ragionevole pensare che a Cupertino stiano già lavorando a una patch o a un aggiornamento del firmware per tamponare la falla. Il problema, però, va oltre il singolo fix. Se un’intelligenza artificiale riesce a trovare vulnerabilità hardware con questa efficienza, le aziende tecnologiche dovranno ripensare il modo in cui progettano i propri sistemi di sicurezza.

C’è anche un aspetto positivo da considerare. Il fatto che ricercatori e non malintenzionati abbiano scoperto questa debolezza nei MacBook Pro con chip M5 significa che il sistema potrà essere rafforzato prima che qualcuno la sfrutti per scopi dannosi. È il classico scenario in cui la divulgazione responsabile fa la differenza.

Resta il fatto che la combinazione tra intelligenza artificiale avanzata e ricerca sulla sicurezza sta cambiando le regole del gioco. E questa storia con Mythos e il chip M5 di Apple ne è la dimostrazione più concreta che si possa avere oggi.

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