Il nuovo MacBook Pro con schermo OLED e touchscreen: una rivoluzione che non convincerà tutti
La lineup dei MacBook Pro di Apple è rimasta sostanzialmente invariata per diversi anni. Un chip nuovo qui, un po’ più di spazio di archiviazione là, e tutti relativamente soddisfatti. La verità è che non si vedeva uno scossone serio dal redesign del 2021. Ora però le cose sembrano destinate a cambiare parecchio. Apple si prepara a presentare un MacBook Pro con display OLED e funzionalità touchscreen, e se tutto si concretizza come previsto, potrebbe trattarsi del più grande aggiornamento del portatile di punta dell’azienda negli ultimi cinque anni. Le premesse per un prodotto eccezionale ci sono tutte. Eppure, non è detto che sia la scelta giusta per chiunque.
Per anni Apple ha puntato sulla tecnologia mini-LED per gli schermi dei suoi MacBook Pro, e bisogna ammettere che ha funzionato bene. Ma nel frattempo è stato impossibile ignorare quello che facevano i concorrenti: praticamente tutti i rivali hanno adottato pannelli OLED sui loro portatili, offrendo neri più profondi, contrasti superiori e un’esperienza visiva complessivamente più coinvolgente. Il passaggio all’OLED rappresenta quindi un passo atteso da tempo. L’altra novità importante riguarda il touchscreen, una funzionalità di cui si vocifera ormai da anni. Apple si è sempre opposta all’idea di un MacBook con schermo tattile, ma a quanto pare ha finalmente ceduto. Stando ai report più recenti, macOS si adatterà al tipo di input utilizzato, che sia il mouse, il trackpad o il dito. Una scelta intelligente, a patto che chi preferisce l’esperienza tradizionale possa continuare a usarla senza compromessi.
C’è poi la questione della Dynamic Island, che secondo un report di Mark Gurman di Bloomberg arriverà anche sul nuovo MacBook Pro. Sul piano del design, è una trovata che funziona davvero: prende un elemento necessario come la fotocamera frontale e lo rende utile e interattivo, un netto miglioramento rispetto al notch statico presente sui modelli attuali. Da non sottovalutare nemmeno i chip M6 Pro e M6 Max, costruiti con processo a 2nm, che promettono miglioramenti significativi in termini di potenza ed efficienza energetica.
Perché non tutti dovrebbero correre ad acquistarlo
Nonostante tutto questo entusiasmo, ci sono ragioni concrete per frenare. La prima è il prezzo. La crisi globale delle memorie RAM sta facendo lievitare i costi dei componenti, e la stessa Apple ha ammesso di non poter garantire di restare immune da questi aumenti per sempre. Se a questo si aggiunge il costo di un display OLED touchscreen, è lecito aspettarsi un rialzo significativo del listino. Chi ha bisogno di un MacBook nel breve termine farebbe bene a valutare gli attuali modelli con M5 Pro e M5 Max, che restano macchine eccellenti.
C’è anche una questione di ergonomia. Usare un touchscreen su un portatile per sessioni prolungate non è esattamente l’esperienza più confortevole del mondo. E pagare un sovrapprezzo per una funzionalità che magari non si userebbe quasi mai lascia più di un dubbio. È rassicurante sapere che macOS non sarà stravolto dall’introduzione del touch, ma il punto resta: perché spendere di più per qualcosa che non serve?
Infine, un’assenza pesa. Nonostante l’arrivo della Dynamic Island, dal report di Gurman non emerge alcuna menzione di Face ID. Senza il riconoscimento facciale, la Dynamic Island perde una fetta importante del suo potenziale. Il nuovo MacBook Pro sarà quasi certamente un dispositivo rivoluzionario, ma la combinazione di prezzo elevato e alcune lacune nella dotazione lo rende un classico prodotto da early adopter. E non tutti devono per forza esserlo.


