Liquid Glass non si tocca: cosa aspettarsi da macOS 27 alla WWDC 2026
La prossima WWDC 2026 di Apple, in programma dall’8 giugno, sta già facendo discutere. E il tema caldo è sempre lo stesso: che fine farà Liquid Glass? Il linguaggio di design introdotto lo scorso anno su tutti i sistemi operativi Apple ha spaccato in due la community, tra chi lo trova elegante e futuristico e chi lo considera un disastro per la leggibilità. Ora, secondo le ultime indiscrezioni, Apple non ha nessuna intenzione di fare marcia indietro. Anzi: il piano è andare avanti, ma con qualche correzione.
Partiamo da un dato di fatto. Liquid Glass è stato il cambiamento estetico più radicale degli ultimi anni per l’ecosistema Apple. Effetti di trasparenza, superfici che sembrano vetro liquido, un aspetto shimmer che su alcuni dispositivi funziona benissimo e su altri crea problemi concreti di leggibilità. Apple aveva già risposto alle critiche inserendo in iOS 26 un toggle per ridurre gli effetti di trasparenza, ma senza mai mettere in discussione la direzione intrapresa. E chi segue Apple da tempo sa che non è una novità: anche iOS 7 nel 2013 fu accolto con polemiche feroci, eppure finì per influenzare un’intera generazione di interfacce mobile.
macOS 27 e il lavoro di rifinitura secondo Mark Gurman
Le novità più interessanti riguardano il Mac. Secondo Mark Gurman di Bloomberg, nella sua newsletter Power On, Apple starebbe lavorando a una “leggera riprogettazione” per macOS 27. Il punto chiave è che non si tratta di un ripensamento del design, ma piuttosto di una rifinitura. Verranno sistemate le ombre, alcuni comportamenti della trasparenza che non funzionano come previsto e in generale si procederà con un lavoro di pulizia e ottimizzazione. Un po’ come successe con iOS 8, che prese le scelte radicali di iOS 7 e le rese più digeribili senza stravolgere nulla.
La parte davvero curiosa del report è questa: secondo Gurman, i cambiamenti previsti per macOS 27 non rappresentano una correzione di rotta, nemmeno minima. Piuttosto, servono ad avvicinare il risultato finale alla visione originale del team di design, che lo scorso anno non era stata implementata completamente dal team di ingegneria software. In pratica, il problema non era il design in sé, ma un’esecuzione tecnica che non era ancora matura al momento del lancio.
Il futuro passa dagli schermi OLED
Guardando più in là, Gurman suggerisce che Apple conta molto sull’evoluzione dell’hardware per far funzionare al meglio Liquid Glass. In particolare, lo schermo OLED previsto sul prossimo MacBook Pro con touchscreen dovrebbe esaltare gli effetti di trasparenza molto meglio rispetto ai pannelli LCD attuali. È una scommessa interessante: legare la riuscita estetica di un’interfaccia software alla qualità dello schermo su cui viene visualizzata.
Per chi sperava in un dietrofront, insomma, le notizie non sono esattamente quelle desiderate. Liquid Glass resta, si evolve, e Apple punta a farlo funzionare sempre meglio. La WWDC 2026 sarà il banco di prova per capire se questa volta l’implementazione sarà davvero all’altezza delle ambizioni del team di Cupertino.


