Apple alla WWDC 2025: meno fuochi d’artificio, più sostanza
Dopo due anni di rincorse affannose, la WWDC 2025 segna un cambio di passo netto per Apple. Niente proclami roboanti sull’intelligenza artificiale, niente rivoluzioni estetiche imposte dall’alto. Quest’anno l’azienda di Cupertino sembra aver scelto una strada diversa: rallentare, respirare e fare le cose per bene. E il risultato, per quanto meno spettacolare in superficie, potrebbe essere quello che davvero serviva.
Facciamo un passo indietro. Nel 2024 Apple si era buttata a capofitto nell’onda dell’AI, arrivando tardi e con risultati imbarazzanti. L’anno scorso aveva provato a coprire quella figuraccia con il lancio precipitoso di Liquid Glass, un nuovo linguaggio di design che sul Mac, francamente, sembrava cotto a metà. Il risultato? Sidebar inutilizzabili, toolbar scomparse e una community di sviluppatori piuttosto irritata. La WWDC 2025 arriva quindi con il compito non facile di rimettere ordine. E sembra riuscirci.
Qualcuno ha definito il keynote “noioso”. Difficile dargli completamente torto: la prima parte della presentazione era un elenco sterminato di piccoli miglioramenti sparsi su tutti i sistemi operativi Apple. Roba che non fa esplodere i social, ma che chi usa questi dispositivi ogni giorno apprezzerà eccome. Come disse l’allenatore di basket John Wooden: bisogna essere rapidi, ma senza avere fretta.
macOS Golden Gate e il fantasma di Snow Leopard
Il paragone che circola di più tra gli addetti ai lavori è quello con Snow Leopard, la leggendaria release di OS X del 2009 che rinunciò alle grandi novità per concentrarsi su velocità, stabilità e qualità della vita quotidiana dell’utente. Più di un dipendente Apple, durante la settimana all’Apple Park, ha citato esplicitamente Snow Leopard e iOS 12 come fonti d’ispirazione per questo ciclo di aggiornamenti. Un segnale fortissimo.
macOS Golden Gate sembra quasi una lettera di scuse indirizzata agli utenti Mac. Via le sidebar disastrose di Tahoe, bentornate le toolbar vere, e soprattutto viene standardizzato il raggio degli angoli su tutte le finestre. Può sembrare un dettaglio da nerd, ma quando Apple lo ha annunciato all’Apple Park, la platea di sviluppatori è esplosa in un applauso fragoroso. Perché quegli sviluppatori il Mac lo usano ogni giorno per lavorare, e sapevano benissimo quanto certi pasticci di design fossero fastidiosi.
Chi ha già provato la prima beta racconta di un effetto nostalgia potente. I pulsanti con il loro effetto vetro luminoso, i contorni netti, le sidebar del Finder che finalmente “sembrano casa”: tutto ricorda l’era di Aqua, il linguaggio di design originale di OS X dei primi anni 2000. Liquid Glass, insomma, sembra aver trovato la sua strada facendo un passo indietro per farne due avanti.
L’intelligenza artificiale che funziona davvero (per una volta)
Ma la novità più sorprendente della WWDC 2025 non riguarda il design. Riguarda una promessa che Apple insegue dai tempi di HyperCard negli anni Ottanta: mettere il potere della programmazione nelle mani di chi non sa programmare.
La nuova versione di Shortcuts, potenziata dall’AI, permette di scrivere comandi in linguaggio naturale e ottenere automazioni funzionanti. Frasi come “dammi un riepilogo degli impegni della giornata ogni mattina appena mi sveglio” oppure “attiva Non Disturbare quando mi collego allo speaker della doccia” generano Shortcuts completi, con tanto di programmazione oraria. Funziona persino con richieste complesse, come creare file di testo con data e ora sul Desktop.
Certo, non è perfetto. Il modello si confonde con le azioni più articolate, non supporta ancora le app di terze parti e ogni tanto sbaglia. Ma l’esperienza complessiva è qualcosa di genuinamente nuovo. Una soluzione moderna a un problema vecchissimo. Per un ciclo di aggiornamenti considerato “tranquillo”, è una dimostrazione piuttosto eloquente di dove Apple vuole andare. E stavolta, forse, ci sta andando con il passo giusto.


