Dal 13 luglio alcuni dispositivi Apple perderanno funzioni chiave su iCloud
A partire dal 13 luglio 2025, diversi modelli di iPhone, iPad e Mac non troppo recenti perderanno la possibilità di modificare, salvare e creare file tramite iCloud. La notizia arriva da fonti autorevoli del mondo Apple e merita attenzione, perché riguarda potenzialmente milioni di utenti che ancora utilizzano dispositivi perfettamente funzionanti ma ormai considerati “datati” dall’azienda di Cupertino.
Il punto è semplice: Apple sta aggiornando la propria infrastruttura cloud e, nel farlo, taglia fuori i dispositivi che non possono eseguire le versioni più recenti dei sistemi operativi. Non si tratta di un blocco totale del dispositivo, sia chiaro. Ma perdere la capacità di lavorare sui propri file salvati su iCloud Drive è comunque un problema concreto, soprattutto per chi usa quei documenti quotidianamente.
Quali dispositivi Apple sono coinvolti
La lista esatta dei modelli interessati non è stata comunicata in modo cristallino, ma il criterio di fondo è abbastanza prevedibile: vengono esclusi tutti quei dispositivi Apple che non supportano iOS 16, iPadOS 16 o macOS Ventura (e versioni successive). Parliamo quindi di iPhone 8 e precedenti, iPad di quinta generazione e modelli più vecchi, oltre a diversi Mac prodotti prima del 2017.
Per chi possiede uno di questi dispositivi, la situazione è questa: i file resteranno accessibili in sola lettura, ma non sarà più possibile apportare modifiche o crearne di nuovi direttamente da quei device. Una limitazione che, nella pratica, rende l’esperienza cloud quasi inutilizzabile per chi lavora attivamente con quei contenuti.
Cosa fare per non restare bloccati
Le opzioni a disposizione sono sostanzialmente due. La prima, quella che Apple ovviamente preferisce, è aggiornare il dispositivo a un modello compatibile con i sistemi operativi più recenti. La seconda, più pratica per chi non vuole o non può spendere per un nuovo prodotto, consiste nello scaricare tutti i propri file da iCloud e salvarli localmente o su un servizio di cloud storage alternativo come Google Drive o Dropbox.
Vale la pena anche controllare se il proprio Mac o iPad può ancora ricevere un aggiornamento software che lo renda compatibile. A volte basta semplicemente installare l’ultima versione disponibile del sistema operativo per rientrare tra i dispositivi supportati.
Questa mossa di Apple rientra in una strategia ormai consolidata: spingere gli utenti verso hardware più recente attraverso la progressiva dismissione del supporto software. È una pratica discutibile ma diffusa nell’industria tech, e chi possiede un iPhone o un Mac datato farebbe bene a prepararsi per tempo, scaricando i propri dati prima della scadenza del 13 luglio. Restare con le mani in mano, in questi casi, non è mai una buona idea.


